Francesco Saverio Biondi
Francesco Saverio Biondi
Immergendosi nelle calde acque della memoria, si scorgono qua e là segni del mito, che riaffiorano a ricordarci che la vita avrebbe un altro senso se non avessimo nel ricordo la possibile chiarificazione della realtà contemporanea.
Un artista intento a recuperare i segni tangibili che i miti classici hanno lasciato, soprattutto nelle nostre terre di leggende tanto rappresentanti gli albori della nostra civiltà è Francesco Saverio Biondi.
Egli avvalendosi di un solido disegno di base, rappresenta l’eterea ricerca del bello sublime attraverso un percorso artistico che nel tempo lo ha visto sperimentare i segni di alfabeti visivi orientali sapientemente disposti su trame di materiali diversi ordinati su fondi oro che ritroviamo nella più classica tradizione bizantina; ecco il Biondi che “assaggia” il sapore dell’incanto, cercando di trasmettere le sensazioni più che il disegno vero e proprio, ed è proprio questa capacità di errare nei tempi e le leggende che lo fa apprezzare.
Il colore si trasforma in sentimento, così da realizzarsi in modo nuovo e inusuale; la notte con le sue scintillanti stelle è a coronamento del “sogno” pittorico, come nella notte di chi assapora le bellezze mai incontrate nelle braccia di orfeo.
Le sirene come metafora dell’irraggiungibile bellezza delle terre e delle nostre vite terrene, legate al sottile filo di piccoli orditi di memoria che Biondi raffigura come gemme incastonate nelle tele.
Gli alberi orientali sposano la mitologia partenopea e ridisegnano un possibile scenario di memoria unica del mondo, dove il bello è sublimazione dei paesaggi e le figure sono parte stessa della natura che le circonda.
Nello studio del pittore lo incontriamo al cavalletto.
“ Molte sue opere attuali raffigurano le sirene” – “ La sirena, come richiamo fatale ad un bello da coltivare, e dove la rappresentazione passa da soggetto a pensiero” – “ La sua è una pittura molto attenta alla naturalità del linguaggio” – “ Certamente come mio costume, dipingo senza lasciarmi prendere da modelli, ed anzi, è così naturale che spesso mi sorprendo della resa inusuale che riesco a realizzare nelle mie opere; questa è sicuramente la chiave del mio lavoro, al quale mi dedico da anni”.
“ C’è in queste sue opere anche una ricerca di nuove sperimentazioni, con l’uso di ori e materie più spesse, tanto da esaltare alcune trame nella raffigurazione” – “ si , l’uso di nuovi materiali mi serve per sostenere al meglio alcuni particolari che disegnati non avrebbero lo stesso effetto, vuoi per l’effetto in sé ed anche per sperimentare una possibile costruzione per segni “evidenti” di un impreziosimento della figurazione”.
Francesco Saverio Biondi attraverso la sua pittura fatta di simboli e scandita dalla razionalità degli orditi pittorici, sia che siano ideogrammi come nella precedente sua produzione, sia che siano veri e propri gioielli come nell’ultima produzione, ci invita ad immedesimarci con quello che ci circonda attraverso i sensi e gli elementi, così da immaginare un nuovo mondo.
Nel mese di febbraio 2007 Biondi espone all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Gianni Nappa