Beatrice Feo
Palermo
Beatrice Feo: Ha studiato presso la Sommer Akademie di Salisburgo, la famosa scuola fondata da Klimt.
E’
stata a lungo allieva di Gianni Dova a Milano.
Ha all’attivo diverse mostre personali, e collettive in Canada, New York, Mosca
ed Amsterdam.
Delle sue opere si sono interessati personaggi come Ugo Nespolo, Vittorio Sgarbi
e Philippe Daverio.
Ha partecipato nel 2007 alla rassegna 13x17 organizzata da Daverio alla Biennale di Venezia.S
Beatrice Feo, artista palermitana reduce
da Venezia ed in procinto di iniziare una mostra itinerante che toccherà
Palermo, Napoli, Milano....ed altre da definire, presenta opere che hanno a che
fare con la pittura, visto la scarsa attenzione dei global Art promoter e data
la scelta di questa artista da parte di Daverio, mi sembra doveroso scandagliare
l'operato di Beatrice Feo che mescola con grande rigore ed essenzialità le
esperienze vissute in giro per il mondo e le condensa in opere cariche di pathos
cromatici, di segni e numeri, parole e date, racconti come i vecchi cantastorie
facevano.
Miti della storia, i suoi personaggi rivivono nel nostro tempo come icone
sacramentali di radici e di storie non solo italiane ma anche personali;
Mariantoniette inginocchiata sulle esili gambe aspetta il boia e incanta con uno
sguardo perso come tanti sguardi femminili davanti al destino spesso incompreso.
Le roi, Federico II nuova creatura della Feo per sancire la radice storica
siciliana con i normanni e con un ragazzo divenuto uomo e italiano a Palermo, e
lei lo raffigura in posa regale con il falcone tra le mani e con lo sguardo
rasserenante che si staglia su un carnato fortemente scavato di forza e di
potere.
Beatrice Feo si diverte a riproporre i personaggi storici come cammino e
percorso di una nuova visione della pop art e mischiando il sapore barocco delle
raffigurazioni e cromie con la lezione di Dova e dei tanti viaggi, esalta Luigi
XVI, Bach, Ulisse, Medea, Narcisogay, Ophelia e altri e li rende icone del
quotidiano attuale, dove i rimandi storici vengono sostituiti dalla forza
espressiva e cromatica delle composizioni e quindi "nuovi" da scoprire
nell'ambito del qualsiasi cittadino, come raffigurazione di una perduta fama,
riacquistata come mito moderno, come esaltazione di milioni di esseri umani
tutti uguali e tutti differenti nelle genie come nei destini. E' il racconto del
mondo che viaggia e Beatrice lo afferra per i fili della storia, rendendo
attualità ciò che nei libri giace.
Gianni Nappa 19/07/2007
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